5 simboli che abbiamo sempre sotto agli occhi ma di cui non sappiamo nulla

Digital Followers: il significato di 5 simboli famosi
Ogni giorno incontriamo e utilizziamo numerosi simboli, che ci tornano utili per spiegare o capire in un attimo i concetti più disparati. Ma hai mai pensato alle origini di questi segnali di uso comune?
Abbiamo deciso di indagare e qui di seguito trovi una selezione di 5 simboli famosi i cui significati e le origini rimangono un mistero per la maggior parte delle persone. Ne scoprirai delle belle.

 

La “E Commerciale”

Il simbolo &, la celebre “E commerciale”, ha origini antichissime: per raccontarle, dobbiamo addirittura scomodare l’antica Roma. La & deriva infatti dalla congiunzione latina “et” in quanto le lettere e e t venivano occasionalmente scritte insieme. La sua invenzione è attribuita a Marco Tullio Tirone, lo scriba di Cicerone.

 

Cicerone, si sa, amava parlare parecchio e Tirone, per accelerare la trascrizione dei discorsi del celebre oratore romano, inventò un sistema di abbreviazioni e simboli che sono diventate note come “note tironiane”. Si tratta di veri e propri simboli che abbreviano parole d’uso frequente.
Quindi questo simbolo, che ci appare tanto “moderno”, risalirebbe niente di meno che a prima del cristianesimo.

 

 
 

Il simbolo del cuore

“Mi batte forte il cuore, sono innamorato!”
“Hai gli occhi a forma di cuore, la ami!”

 

Perché immaginiamo il cuore proprio “a forma di cuore”? Nonostante la credenza popolare secondo cui “l’amore risiede nel cuore”, sappiamo bene che la vera forma del cuore umano ha poco comune con la sua rappresentazione simbolica. E quindi, perché questo simbolo? Da dove viene?

 

Ci sono diverse teorie sulle sue origini.
Una è legata a un animale elegante, che quando corteggia diventa ancora più elegante: il cigno. Quando sono “in amore”, i cigni nei laghi si avvicinano e i loro colli sembrano fondersi in una forma simile al simbolo del cuore.
In molte culture del mondo, questi uccelli rappresentano l’amore, la lealtà e la devozione, perché le coppie di cigno rimangono insieme per tutta la vita.

 

Un’altra ipotesi sostiene che il simbolo del cuore è legato principalmente alla femminilità e nascerebbe da una sintesi grafica della forma del bacino femminile.

 

Esiste poi la teoria per la quale questo simbolo rappresenta la forma di una foglia di edera. Nei loro vasi dedicati a Dioniso, gli antichi Greci amavano dipingere foglie di edera, e Dioniso è il dio della vinificazione e patrono della passione.

 

Il simbolo del Bluethoot

Questa storia è proprio interessante, e ti confesso che prima di scrivere questo articolo non mi ci ero mai soffermata: ma in effetti, perché il simbolo del Bluethoot, la tecnologia inventata nel 1994 da Ericsson, è fatto a quel modo?

 

I suoi natali vanno ovviamente ricercati nel paese di origine di Ericsson, ossia la Svezia. Ecco qui l’affascinante spiegazione.

 

Nel decimo secolo d.C. la Danimarca fu governata da re Harald “Blåtand” Gormsson, famoso per aver riunito le frammentarie tribù danesi sotto un unico regno.

 

Il soprannome Blåtand, che letteralmente significa dente azzurro o dente blu (bluetoothin inglese), nasce dall’unione delle due parole danesi blå, cioè Blu, e tand, dente. Si ipotizza che Harald fosse chiamato “dente blu” in quanto era ghiotto di mirtilli e almeno uno dei suoi denti mostrava una tinta blu permanente.

 

Ma ora veniamo ai giorni nostri. La tecnologia Bluetooth è progettata per unire più dispositivi in una singola rete. Il simbolo che rappresenta questa tecnologia è una combinazione di due rune scandinave: “Hagall” (o “Hagalaz”) che corrisponde alla nostra “H” e “Bjarkan” che corrisponde alla lettera latina “B.” Due rune formano le iniziali del nome di Harald Blåtand.

 

Quindi abbiamo un re che ama i mirtilli, ma che soprattutto aveva fatto questo: unito “protocolli” diversi, ossia più tribù, sotto “un’unica rete”, ossia un unico regno. E cosa fa il Bluetooth, se non mettere in contatto dispositivi diversi?

 

 

Il simbolo di accensione

Con il simbolo “power” (o “power on”) abbiamo un rapporto continuativo, saldo e duraturo. Lo troviamo su praticamente qualsiasi dispositivo e basta un tocco per far accadere un sacco di cose. Nonostante questa convivenza quotidiana e la sua onnipresenza sotto i nostri occhi e le nostre dita, in pochi conosciamo le sue origini.

 

Già negli anni ’40, gli ingegneri utilizzavano il sistema binario per rappresentare switch specifici, dove 1 significa acceso e 0 significa spento. Nei decenni successivi, questo sistema è stato la fonte per il simbolo di “acceso-spento”, che è composto da un cerchio (che rappresentalo zero di “spento”) e una linea verticale (che rappresental’uno di acceso).

 

Un simbolo graficamente semplicissimo, non trovi? Eppure, quante idee dietro.

 

 

Il simbolo della pace

Il simbolo della pace è stato inventato nel 1958 e, non sottoposto a copyright, è diventato celebre durante il suo utilizzo per la campagna per il disarmo nucleare. Oggi è il simbolo per antonomasia dell’antimilitarismo.

 

Ideato da Gerald Holtom, disegnatore e pacifista britannico, questo simbolo deriva dall’alfabeto semaforico, nello specifico dalla rappresentazione delle lettere “N” e “D” che stanno per “Disarmo nucleare” – Nuclear Disarm.

 

Nell’alfabeto semaforico, la lettera “N” viene comunicata tenendo due bandiere distese verso il basso a 45 gradi (una sorta di “V” rovesciata) e la lettera “D” viene formata tenendo un braccio rivolto verso l’alto. Dall’unione di queste due “lettere” o posizioni, abbiamo il simbolo della pace.

 

 

Concludendo

Questi sono solo alcuni tra i milioni di simboli e nomi con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Pensa ad esempio al WiFi, al simbolo delle stelle o all’”Ok”. Ciascuno ha una vicenda differente, talvolta davvero antica. E anche il simbolo più semplice può incantarci con una bella storia.

 

Ogni logo, anche il tuo, può vantare un potere simbolico, nascere con umiltà ma con il desiderio di diventare grande, perché la storia davanti a noi è tutta da scrivere.

 

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