[Un Brand in 30’] Bic, il perfetto esempio di facilità contemporanea

Semplice, affidabile, per ognuno e ovunque. Comunicazione essenziale.

Questi i valori che si leggono sul sito ufficiale di Bic, dove la marca viene presentata con queste parole:

Prodotti che forniscono risposte semplici ai bisogni quotidiani. Nel creare il suo primo prodotto, la penna a sfera BIC® Cristal®, BIC ha scelto di andare dritto all’essenziale: creare qualcosa di semplice ma affidabile, che faciliti qualcosa che tutti noi facciamo, che chiunque possa usare. Questa visione è l’essenza di ogni decisione presa relativa ai prodotti BIC.

Ma quando comincia questa fortunata storia?

Scopriamo con piacere su Brand Name Stories di Beatrice Ferrari e Linda Liguori le vicende iniziali della penna a sfera più famosa del mondo.

Ideata dall’americano Reynolds nel 1880 e perfezionata a partire dal 1930 dall’argentino-ungherese László József Bíró, inizialmente l’utilizzo della penna a sfera non fu molto apprezzato all’interno delle scuole. Questo perché gli studenti ne facevano un uso “creativo”, ad esempio trasformandola in temibilissima cerbottana, fonte di sommo gaudio e distrazione

Dopo un periodo di esilio, nel 1965 la penna a sfera torna nuovamente nelle classi grazie agli interventi migliorativi ad opera di Marcel Bich. E oggi sono più di 15 milioni gli esemplari prodotti ogni giorno: con la penna a sfera si scrive ancora molto, nonostante tablet e smartphone.

Bic e Biro, entrambe penne a sfera, hanno due storie molto diverse. La volgarizzazione della marca Biro, nome utilizzato da decenni per indicare generalmente ogni tipo di normale penna a sfera (della serie “passami una biro”), non vale per la marca Bic, che ha invece mantenuto il suo carattere di nome proprio, continuando ad essere percepita da tutti noi consumatori come una marca ben distinta e ben apprezzata.

Le due storie però si incrociano: è il 1957 quando la società Bic assorbe Biro. Un destino forse segnato sin dall’inizio da alcune coincidenze decisive: entrambi i nomi iniziano per BI e sono i cognomi dei rispettivi imprenditori.

Disporre di un brand name breve, di forte impatto e facile da pronunciare e da scrivere è l’aspirazione di ogni buon marketer.

Il cognome Bich è stato un ottimo punto di partenza per la fortunata penna. I pubblicitari hanno ben pensato di togliere l’”h” finale per facilitare la pronuncia e rendere il nome più appetibile anche visivamente. Ed ecco che compare una marca dal nome rapido, liscio, luminoso che fa il giro del mondo ed entra negli astucci e nei portapenne di milioni di persone.

Il monosillabo Bic inizia con una “B” robusta, sicura di sé e rassicurante nella sua rotondità. Prosegue con la “i” luminosa, musicale e vivace; si conclude con la “c”, incisiva e amichevole.

In occasione del suo 60° compleanno, Bic ha allestito ad Amsterdam uno store dove era possibile acquistare solo utilizzando soldi auto-disegnati (rigorosamente con una Bic!)

Bic, grazie al suo aspetto fonetico, entra in perfetta sintonia con i valori che sono alla base di tutti i prodotti commercializzati dalla marca: alta efficienza, velocità e “consumo dinamico” dell’usa-e-getta, fenomeno che rappresenta come pochi l’epoca contemporanea.

Nel settembre 2005 Bic ha annunciato di aver venduto 100 miliardi di penne usa e getta, rendendola ufficialmente la più venduta penna a sfera nel mondo.

Facilità, affidabilità e immediatezza a buon mercato: non potremmo avere di fronte prodotto più al passo con i tempi.

Commenti