Cosa ci mostra davvero Google quando cerchiamo qualcosa?

Digital Followers - Google e Universal Search

Se potessi avere 1 euro per tutte le volte in cui ho sentito dire “come faccio ad essere primo su Google?”… 😉

La risposta, ovviamente, è pagando Google. Ma bisogna anche capire cosa si intende per “essere primo su Google”.

Primi per il nome della propria azienda? Questo si può fare anche senza pagare, basta un minimo sforzo SEO (ossia di attività di search engine optimization, ottimizzazione per i motori di ricerca). È giusto voler essere i primi se qualcuno cerca il nome della nostra azienda, ma la verità è che, a meno che il tuo non sia un brand ben conosciuto, in pochi ti cercheranno utilizzando il tuo nome come chiave di ricerca.

Perché? Semplicemente perché non ti conoscono! Quindi non avrebbe poi tutto questo senso investire per essere i primi su Google col proprio brand name. Come detto, basta un minimo di attività SEO all’interno del proprio sito, per ottenere questo risultato.

E allora? Per cosa vale la pena investire su Google?

Senz’altro, per chiavi di ricerca molto più interessanti rispetto al brand name, chiavi legate ai tuoi prodotti e servizi. E qui si apre un grande e affascinante mondo: Google AdWords, ossia la piattaforma di annunci pubblicitari di Google.

Ma prima di parlare di AdWords (a cui dedicherò più avanti un articolo), cerchiamo oggi di capire cosa ci presenta Google nei suoi risultati quando effettuiamo una ricerca.

La maggior parte delle pagine iniziali dei risultati dei motori di ricerca di Google (SERP) ora include un mix di risultati organici classici (link a siti web) e di elementi della cosiddetta Universal Search, come frammenti di informazioni, immagini, mappe e video.

[NB: La locuzione inglese Search Engine Results Page (acronimo SERP) significa “pagina dei risultati del motore di ricerca”. Ogni qualvolta un utente effettua una ricerca con un motore, infatti, ottiene come risposta un elenco ordinato. Ecco 3 esempi differenti di SERP per le chiave di ricerca “hotel a Milano”, “ascorbato di potassio”, “ikea billy”:]

 

L’Universal Search è la modalità con cui Google inserisce nei risultati delle ricerche non solo link a siti web, ma anche altri tipi di risultati provenienti da fonti diverse, come ad esempio Immagini, News, Video, Mappe, Shopping. Nei 3 esempi di ricerca riportati qui sopra, infatti, le pagine si presentano in modo differente a seconda proprio del tipo di ricerca svolta.

Perché Google offre risultati in diverse modalità?

Non dimentichiamo che Google è un’azienda, e il suo obiettivo è offrire un servizio impeccabile ai suoi clienti, in modo che questi non lo abbandonino per andare dalla concorrenza (cosa che, ormai, potremmo dire impossibile). L’Universal Search permette al motore di ricerca di Mountain View di tener conto delle crescenti preferenze degli utenti verso siti o social network come YouTube, Flickr e altri.

C’è differenza tra i risultati mostrati su desktop e su mobile?

In un recente studio, Searchmetrics ha effettuato un’analisi dei risultati di ricerca desktop mobile su Google.com per 500.000 parole chiave. I ricercatori hanno confrontato i dati con i risultati di uno studio simile condotto nel 2016.

Ecco cosa è emerso.

La prima pagina dei risultati di Google per una ricerca desktop ora contiene in media 8,7 link organici e in media la prima pagina per una ricerca mobile contiene 8,5 link organici.

©Searchmetrics 2018

Le SERP (ossia, come detto, le pagine iniziali con l’elenco ordinato dei risultati) si sono evolute per incorporare una vasta gamma di integrazioni di ricerca universale, basate su fattori come argomento di parole chiave e tipo di dispositivo.

Circa il 35% delle SERP desktop e il 32% delle SERP mobile contengono elementi di informazione snippet (uno snippet è questo, ad esempio. Una sorta di anteprima di cosa troveranno gli utenti cliccando su quel risultato. Molto famigliare, non trovi?):

Circa il 22% delle SERP desktop e il 23% delle SERP mobili contengono elementi video.

©Searchmetrics 2018

Le ricerche su dispositivi mobili ora includono in modo prominente molti elementi di Universal Search, l’analisi ha infatti rilevato che più del 10% dei risultati di ricerca mobile negli Stati Uniti restituisce risultati con elementi immagine, video, Shopping, AdWords, app mobile.

©Searchmetrics 2018

E quindi? A cosa ci serve conoscere questi dati, questi trend?

Questi dati confermano che, per lavorare in modo intelligente al posizionamento dei propri contenuti su Google, la cosa migliore è offrire all’utente più “strade” per arrivare a noi: non è astuto lavorare solo (come un tempo) per “parole chiave” nei testi. Ma anche sfruttare al meglio l’ottimizzazione delle immagini, dei video, Google Local con le sue mappe e le informazioni sugli orari ecc, pensare a un canale YouTube e, senza dubbio, a una strategia di blogging.

Resta inteso che per ottenere un posizionamento su Google soddisfacente, la strada più veloce e più efficace, è affidarsi ai sistemi pubblicitari di questo potentissimo gigante. Di cui parlerò molto presto 😉

Qualche domanda? Parliamone nei commenti qui in basso!

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