[Un brand in 30 sec] Dai ‘cazzotti’ ai Baci Perugina

Un brand in 30 secondi: Baci Perugina - Digital Followers

Quando un ottimo prodotto ha un nome perfetto, in grado di trasformarlo da oggetto di consumo a simbolo di sentimenti profondi, siamo di fronte a una meraviglia della comunicazione. La meraviglia di cui parliamo oggi è il cioccolatino dell’amore per eccellenza: il Bacio Perugina.
Il Bacio Perugina è la prova vivente di come il naming giusto diventi un’immensa opportunità di comunicazione, dato che questo cioccolatino da quasi un secolo è entrato non solo nei negozi ma anche nella reale quotidianità delle persone.

 

Il suo nome, breve ed evocativo, è fonte di inesauribile ispirazione per i pubblicitari, che da slogan come “Ovunque c’è amore c’è un Bacio Perugina”, hanno saputo dirci anche che “I Baci sanno sempre cosa dire”, ma anche “A casa aspettano un Bacio”.

 

 

Il Bacio è un grande alleato nell’aiutarci a esprimere le nostre emozioni, e se il cioccolato non bastasse, ecco che ci vengono in soccorso anche le parole: chi non ha provato, almeno una volta, l’emozione di scartare un Bacio e leggerne il romantico bigliettino, magari della serie “Autografi d’amore. Le più belle frasi di…”?

Ma quando nasce il Bacio Perugina?

È il 1922 quando Luisa Spagnoli “inventa” un impasto a base di granella di nocciola con all’interno una nocciola intera. Vista la forma simile alla nocca di una mano, chiama il cioccolatino “Cazzotto”.
Il Bacio come lo conosciamo non è ancora pronto. Ci pensa Giovanni Buitoni, uno dei fondatori di Perugina, a farsi venire l’idea geniale di ribattezzare i “cazzotti” con il dolcissimo nome “Bacio”.
Lui stesso racconta: “Come avrebbe potuto un cliente entrare in un negozio e chiedere, magari ad una graziosa venditrice, “Per favore, un cazzotto?” Tolsi il cartello e ne misi uno nuovo “Baci® Perugina®”.

E la confezione argentata?

Il Bacio non è solo cioccolato e nocciole. È anche immagine. È icona. E infatti il cioccolatino viene racchiuso in una confezione adatta, la più riconoscibile possibile. A realizzarla ci pensa negli anni Venti l’Art Director di casa Perugina, il futurista Federico Seneca, che crea l’incarto color argento e le scritte blu, il bigliettino con la frase d’amore e la celebre confezione con i due amanti che si baciano ispirati al dipinto di Hayez “Il Bacio”.

 

 

In questo nome e in questo prodotto, tutto è armonia: il cioccolato regala un momento di felicità, esattamente come un bacio, il Bacio è un dono, così come può esserlo il dare un bacio.
Protagonista onnipresente dei palinsesti pubblicitari almeno dagli anni ’60, specie nei momenti clou come Natale e San Valentino, la profonda sfera simbolica del nome Bacio ha consentito al prodotto di evolvere senza mostrare una ruga, con invidiabile stabilità di posizionamento.

 

Dobbiamo proprio dirlo: sono pochi i casi in cui “prodotto di qualità + nome giusto” rappresentano un tale successo. È tutta questione di partire da un prodotto valido e dare vita a un’ottima strategia di comunicazione.

 

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