[Un brand in 30’] Lavazza: la storia del brand, la storia di un uomo

Lavazza è un nome patronimico, un tipo di brand name in grande voga un secolo fa. Una scelta allora forse “comoda” o scontata, che però suona benissimo ancora oggi, perché la storia di questo brand è innanzitutto la storia di un uomo: Luigi Lavazza, dalle umili origini contadine in quel della provincia di Alessandria.

Incoraggiato dal padre, a 26 anni Luigi lascia il paesello in cui è nato e si sposta a Torino, con sole 50 lire in tasca. Gli sono sufficienti 10 anni per fondare ufficialmente a Torino la Luigi Lavazza, aprendo la prima drogheria in via San Tommaso. Immaginiamolo circondato da sacchi di diversi tipi di caffè, concentrato nella creazione di nuove miscele. È il 1895, l’impero del caffè Lavazza ha inizio!

Luigi studia le miscele, fa un viaggio in Brasile, e approfondisce le mille e più potenzialità della bevanda. I caffè Lavazza che beviamo oggi sono il risultato della sua idea di unire caffè provenienti da diverse parti del mondo.

Arriviamo nel primo dopoguerra, Torino è in fermento: la FIAT comincia a produrre al Lingotto e la bottega Lavazza diventa una piccola impresa.

Nasce la Luigi Lavazza SPA, e d’ora in poi inizia la conquista della provincia grazie alla flotta di automezzi e alla rete vendita. È bello sottolineare la presenza di due donne, Emilia e Maria (moglie e figlia di Lavazza), su cinque soci fondatori.

Ed eccoci ora nel secondo dopoguerra, in Italia sono anni di mani che si rimboccano e di forte desiderio di rinascita. Nel 1946 l’Italia è diventata una Repubblica. Abbiamo superato la guerra e il periodo di blocco delle importazioni di caffè.

Dalla vendita del caffè sfuso, si passa al caffè confezionato e impacchettato col marchio.

Una curiosità: ancora oggi il caffè che compriamo è sottovuoto. Fu confezionato così per la prima volta nel 1950.

Nel 1955 Emilio Lavazza, nipote di Luigi, entra in azienda con idee innovative: dal suo contributo nasce la storica “Miscela Lavazza”. Di qui, numerosissime sono le evoluzioni del brand, che amplia e consolida la propria leadership in Italia ottenendo fino al 43% di quota di mercato con l’abbinamento sin dagli anni Sessanta di ricerca sul prodotto e uso intelligente e sistematico di marketing e pubblicità.

Ad esempio, il famoso Lavazza Qualità Rossa arriva sugli scaffali nel 1971 con le nuove confezioni sottovuoto che mantengono intatto l’aroma del caffè.

A livello di comunicazione, nel 1977, grazie anche alla televisione divenuta a colori, Nino Manfredi diventa il volto Lavazza, rimanendo testimonial per 16 anni.

Nel 1992 Lavazza lancia la miscela Gualtiero Marchesi. Un primo passo nella collaborazione con i grandi chef, di cui all’epoca Marchesi è il massimo esponente. Claudio Caramel disegna la linea bar Segno Lavazza e brevetta la tazzina da lui disegnata e utilizzata ancora oggi.

Gli anni 2000 sono gli anni dell’impegno sociale di Lavazza, con i progetti per la valutazione delle prestazioni ambientali di alcuni prodotti chiave dove si analizza la materia prima, i processi di lavorazione nei Paesi di origine del caffè e negli stabilimenti produttivi in Italia, gli imballi, le macchine per il caffè, i trasporti delle materie prime e dei prodotti finiti, fino allo smaltimento del prodotto.

 

Lavazza è un brand orgoglioso delle sue origini italiane, nate dall’umiltà del lavoro senza sosta.

Valori che nel corso del tempo si sono via via arricchiti di innumerevoli rimandi positivi, diventando sinonimo di caffè italiano apprezzato in tutto il mondo, un torrefattore con fama livello mondiale, ma anche… spaziale!

Nel 2015 Lavazza è infatti approdata sulla Stazione Spaziale Internazionale, dopo che un astronauta italiano nel 2013 ha espresso questo desiderio:

“Un buon caffè, ecco cosa manca quassù”.

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